lunedì 17 novembre 2014

Giulia. La scatola azzurra. Parte 2.

(Continua da qui Giulia. La scatola azzurra. Parte 1)





Due giri di chiave.

E lo scatto miracoloso che apre una porta.

Luce che si accende.

Borsa che cade a terra.

Occhi che cercano.

Ricerca di azzurro ovunque.

Per tutto il viaggio aveva fatto i conti con flash dal suo passato.

Il tempo trascorso con lui.

Il tempo che non era stato possibile trascorrere con lui.

E quella fine tragica più di vent’anni fa.

E come era possibile trovarsi in quella casa?

Chi era lei ora?

Come aveva fatto lui a trovarla?

Perché l’aveva cercata solo quando non poteva vederla più?

E ora?

Quella scatola davanti.

Del miglior azzurro che avesse mai incontrato in vita ed in morte.

Stretta tra le braccia.

Giulia era morta ventidue anni prima di quel giorno.

Si dice che quando hai un forte bisogno di qualcuno puoi farlo tornare nei tuoi pensieri.

Che puoi scriverci su.

Che puoi raccontargli le cose.

Che puoi metterti al suo pari e fargli sentire sulla pelle gli stessi interrogativi che ti sei posto tu per anni.
       
No. Questo non è un gioco.

Questo non è un esperimento.

Questo è dolore condensato.

Preso.

E messo a bollire.

Era tempo di aprire.

Un sorriso.

Aveva morso il suo labbro inferiore.

“Posso morderti io quel labbro per una volta?”

Certo non era semplice aprire.

Anche lo scotch era azzurro, luccicante,

Sembrava un sacrilegio doverlo rompere.

Prese una chiave e spinse con forza nel centro della scatola.

Una lunga linea prese a correre lungo l’apertura sottostante.

         Sospensioni.

         Respiri.

         Angoscia che sale su dalla bocca dello stomaco.

         Nulla finisce.

         Qualsiasi cosa torna e reca in sé il suo sapore.

         No.

         Il tempo non è onnipotente.

         Il tempo può essere fermato.

         Il tempo perde quando c’è intenso.

Una lettera.

Due.

Tre.

Centinaia di lettere.

Una felpa.

Un Cd.

“Cara Giulia,

qui ci sono tutte le lettere che ti ho scritto e che qualcuno, per te, ha scelto che era meglio che tu non leggessi.
Non so se sia stata una decisione giusta o sbagliata.
Non so se fosse giusto o sbagliato che io non potessi starti vicino quando lentamente stavi andando via.
Non lo sapremo mai.
E oggi, davvero, a me non interessa più.
A me interessa semplicemente che tu sappia dei miei giorni in quei giorni.
A me interessa semplicemente dirti che il pensiero di te è ancora qui.
Forte e vivo.
La morte non vince sempre.
La morte vince solo quando ti lasci sopraffare da un’assenza fino al punto in cui ti trovi a smettere di vivere anche tu.
Io spesso smetto di vivere.
Ma è perché sono stupido.
Oggi.
Io oggi, ora, ho la presunzione che tu saprai.
Ah.
La felpa.
Si si è la tua.
So che ora ti incazzi.
Però, ecco, quella la indossavi l’ultima volta che ti ho visto.
So che doveva andare con tutte le altre cose per i poverelli.
Lo so.
Ma quando ho saputo che veniva Vale a casa tua a fare gli scatoloni le ho chiesto di cercarla e rubarla per me.
Ecco.
Io vorrei che la mettessi.
Ora.
Per capire se sei ingrassata da allora oppure no.
Ahahaha.
Scherzo eh!
Ah.
Metti il Cd.
Poi alzati in piedi, e chiudi gli occhi.
No.
Non ti do ordini.
Sono solo desideri.
Per una volta dai.
Pronta?”

Fece esattamente le cose che aveva letto.

Nell’ordine esatto.

La felpa le stava benissimo.

Aveva un buon profumo, anche se non capiva di cosa.

Si alzò spingendo e venendo fuori dalla sua classica seduta a terra a gambe incrociate.

Prese il CD che non aveva alcuna copertina o scritta.

Lo inserì nel lettore.

La musica partì nell’esatto istante in cui un abbraccio la strinse.

La musica era quella.

L’abbraccio anche.

                  La morte non è per sempre
                  Il tempo ha perso

                  Chi siamo noi?
                  Siamo infinito

                  Te lo ricordi?
                  Yes sir!


“Stiamo navigando, stiamo navigando,
torneremo di nuovo a casa attraverso il mare.
Stiamo navigando acque burrascose
Per essere vicino a te, per essere liberi.”


Per aria Sailing – Rod Stewart









9 commenti:

  1. shhhhh...non voglio disturbare...

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    1. no no...
      parla...
      ...magari senza la voce...

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    2. mi stai per caso prendendo in giro? no, perchè ho fatto, da deficiente quale sono, un video fisso, cioè con una foto, secondo me, con audio di una poesia, sempre da me recitata, su youtube ed è muto!!! sono due giorni che non riesco a capire come cavolo devo correggere...mah!

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    3. nooooooooooo.
      la voglio troppo sentire...

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    4. ed io la voglio troppo mettere...ma non riesco a far combaciare l'audio con un video o foto
      hai una soluzione?

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    5. ok, ti invio via mail :)

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  2. Ecco i sogni nelle scatole.
    Volano fuori da esse e sono di nuovo "vivi" :)
    Oh mi piace. Tanto

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    1. tu provochi sempre Saretta...
      ... ma serve...
      ti voglio bene lo sai?

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